A IMMAGINE E SOMIGLIANZA – 3

(Terza  puntata)

 

“Mio giovane Consolatore” aveva manifestato Jav a questo proposito, “gli uomini con una loro piccola creazione riuscirono a concentrare la luce in un sottilissimo raggio e questo permise loro di conoscerne meglio le proprietà.

Anche così costretti però i fotoni continuavano a orientare incoerentemente i loro spin. Quindi, frenati dalle varie fonti gravitazionali all’intorno, sono privati di accelerazione spostandosi costantemente con la massima velocità d’equilibrio con l’ambiente. Gli uomini non capirono mai che la velocità della luce non è affatto costante nelle varie zone dell’universo ma, ad esempio, è minima negli ammassi stellari e massima nei vuoti intergalattici; e non capirono mai che, orientati stabilmente i loro spin verso o contro una certa sorgente gravitazionale, i fotoni accelerano a velocità praticamente infinite. Questo inibì i loro tentativi di diffondersi nello spazio, almeno finquando io c’ero. Forse se non li avessi lasciati a loro stessi, se non mi fossi limitato a osservare i loro sforzi senza mai intervenire ma avessi guidato il loro istinto creativo…”

“Se questi uomini erano tanto per te perché li abbandonasti, Jav?

“All’inizio dimostravano di aver bisogno di me. Mi consideravano fornito di caratteristiche sovrannaturali, mi adoravano, mi invocavano. Richiedevano il mio intervento e il mio aiuto nelle più piccole circostanze. Io, naturalmente, non intervenivo quasi mai se non nelle grandi linee e secondo i miei disegni di base. Ma ti confesso che me ne sentivo oltremodo lusingato. Non prendevo parte alle loro piccole vittorie e non avevo colpa delle loro tragiche sconfitte; eppure me ne attribuivano sempre la causa.

Si sentivano miei figli (secondo l’attitudine procreativa che avevano). Allora mi volevano, mi amavano.

Poi pian piano vennero le delusioni: sembrarono disinteressarsi a me quasi si fossero autocreati e che potessero fare tranquillamente a meno del loro Creatore. Ne rimasi così amareggiato e indispettito che fui lì lì per distruggerli.

E così me ne andai per sviluppare altre idee, altri progetti.”

“E nessuno di questi ti ha soddisfatto? Nessun’altra creazione ha appagato il tuo senso creativo?”

“No, mio buon compagno, mai a lungo. Ho tentato di ripetere altrove il caso dell’uomo o di produrre qualcosa di equivalente, se non di superiore. Ansiosamente. Freneticamente. Ma i miei tentativi di riprodurre la vita in maniera tanto complessa sono sempre falliti.

Ora ne sono convinto: l’uomo è stato il culmine del mio genio. Nel ripudiarlo ho perso il mio merito, la mia gloria maggiore. Mi sento menomato, Liv.”

Jav il Creatore e Liv il Consolatore, due masse fotoniche turbinanti nello spazio, col libero accesso ovunque, con una quasi totale padronanza sulla materia ma con l’intimo oppresso da uno sconfinato senso di inutilità.

 

Proseguivano ormai a caso fra nubi atomiche estremamente rarefatte, fotoni vaganti e astri che spesso si disfacevano sul loro cammino.

Stella dopo stella, mondo dopo mondo.

Liv continuava ad apprendere e cercava sempre spensieratamente di alleviare le pene del compagno.

“Il mondo degli uomini, la Terra, era un po’ il mio laboratorio” espresse Jav una volta. “Lì, in quell’ambiente angusto che non aveva in sè niente di particolare o di notevole, concepii l’idea della vita e me ne sentii tremendamente fiero. Riuscii ad attuarla fortunosamente con una particolare composizione di atomi leggeri. Creai alcune forme, prima minuscole, poi sempre più complesse e multiformi, stabili o mutanti ma sempre con la caratteristica basilare dell’accrescimento e della riproduzione autonoma.

Di alcuni risultati rimasi soddisfatto; di altri mi stancavo dopo qualche tempo e allora ne interrompevo lo sviluppo o li distruggevo. Lo feci, ad esempio, con certe creature di scarso intelletto che l’uomo chiamò poi dinosauri.

Quel pianeta ruotò milioni, miliardi di volte intorno al Sole, mio prezioso Liv, ma io non mi fermavo. Fui instancabile ed i successi precedenti mi incoraggiavano a continuare complicando, perfezionando, sperimentando. E fra tutto questo venne fuori l’uomo, il risultato migliore. Non tanto per la forma, bada, che in sè era meschina; ma per la sensibilità e l’intelligenza creativa che c’era in quella forma. Era una creatura magari pateticamente presuntuosa e inquieta, però energica e spirituale, intraprendente e poetica, sempre piena di inventiva. In essa riscontravo le principali caratteristiche personali presenti in noi, Entità di luce.

Proprio così, Liv: pur con tante limitazioni materiali l’uomo era fatto a mia immagine e somiglianza.”

La moltitudine di stelle era sempre enorme, innumerevole, e in mezzo ad essa Jav e Liv si proiettavano verso un nuovo sistema che gravitava da tempi remoti e che, probabilmente, di lì a poco si sarebbe trasformato in una spettacolare chiazza inebbriante e poi in una nullità cosmica qualsiasi. E dopo sarebbe toccato a un’altra stella, e poi ad altre ancora.

Fino a quando? Quante stelle avrebbe dovuto ancora distruggere Jav per tornare a essere un Creatore? Ma ogni nuova esplosione lo faceva sentire più vicino alla fine della sua ricerca, accresceva in lui quel furore ossessivo che lo spronava mentre continuava a tormentarsi e a ripetersi:

Come ho potuto perdere il ricordo del luogo? Forse Liv ha ragione: noi vecchi decadiamo mentalmente.’

Eppure non poteva essersi sbagliato. Anche se le stelle nel frattempo avevano cambiato posizione, era tutto facilmente calcolabile e riproducibile a ritroso. Dove aveva cercato la Terra inizialmente i riferimenti delle quasi perenni nane brune c’erano quasi tutti. Il Sole no; quello non c’era lì nella periferia della galassia, di quella particolare galassia.

E quindi‘ si disse, ‘sempre avanti, Jav, Creatore di distruzioni,  ma cerca, cerca.’

 

(3. L’epilogo a venerdì prossimo, 23 febb)

 

Roberto Bontempi

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8 Commenti
  1. Ketty Smile 2 mesi fa

    Mammamia come sono avvincenti i tuoi racconti..

  2. Silvy 2 mesi fa

    Geniale..una storia fantastico

  3. Sara Sanna 2 mesi fa

    😍😍 bravo davvero

  4. Lina Cuomo 2 mesi fa

    Sono curiosa di leggere l’epilogo di questa fantastica storia..

  5. DolceMia 2 mesi fa

    Grande questa storia…

  6. Barby1980 2 mesi fa

    Sei davvero fenomenale…riesci a rendere reale racconti fantastici

  7. PaolaRi 2 mesi fa

    Brqvo ..sinceramente sono meravigliata e ammirata

  8. ZaraTremila 2 mesi fa

    Grande veramente. Sono molto curiosa del finale, chissà che sorpresa ci riserverai

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