Contrappasso

“tu parli bene! Sai esprimerti! Hai un buon vocabolario!”
Mi dicono
Sarà, ma a me pare il contrario
E mi dico “no”.
Faccio fatica a definire anche solo l’oggetto
Dei miei pensieri, figuriamoci la forma.
È il difetto dei sentieri del mio intelletto,
Che mi mostrano solo un’orma,
Un’impronta, un’intenzione.
Mi rendono fin troppo difficile passare all’azione.
E l’esito è che la mia testa si trasforma in una prigione.
Oltre a quella esterna, imposta arbitrariamente
Ne ho creata una interna, in testa, con la mia mente.
E sembra impossibile evadere.
Ma facciamo un passo indietro
E ammettiamo che la forma sia apprezzabile.
Basta un attimo a capire che, in vero
È l’unica cosa accettabile.
E qual è il vantaggio?
Se poi di ‘sto casino non so esporne che un assaggio?
Qual è il senso di ‘sta forma priva di contenuto?
Come una bella ragazza, ma priva di spessore
Come uomini in giacca, cravatta e ventiquattrore
Con l’aspetto da imprenditore
E l’anima da impiegato,
Apatico, in una vita in cui s’è incastrato.
Come me, anche se
Per uscire da ‘sta vita ordinaria
Io un piano ce l’ho, e sembra anche sensato.
Parole tanto belle quanto vuote
Parole ricercate
Discorsi futili e puramente estetici
Danno forma a idee scontate
In versi ludici.
La mia vita è un divenire statico
In versi apollinei
Privi di un dionisiaco
E, di senso, ambigui.
Che poi magari a rendere confuso l’oggetto
Sarà che in primis è confuso il soggetto.
Non ho confini che mi definiscono
O almeno, adesso ciò che dico è questo
E fra cinque minuti potrebbe essere l’opposto.
Okay, la coerenza è una malattia di cui molti patiscono
E se mal interpretata ha un effetto difettivo.
Può portare alla morte dello spirito dialettico
E del suo senso evolutivo.
Ma la contraddizione, suo contrario e punto di partenza
(Polèmos è padre di tutte le cose)
Ha conseguenze altrettanto pericolose
Perché può portare a un’esistenza
Di attitudini bellicose.
Contro sè stessi e contro gli altri esseri umani
Che troppo spesso sono per me esseri strani.
O peggio ancora, ad un’esistenza statica
E paralizzata nell’agire.
In cui respiro a fatica
E da cui sogno di poter fuggire.

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