DETTO IN CONFIDENZA – 12

GLI  AMICI

 

“Antò” fece Pasquale con la faccia seria, “domenica quando abbiamo finito il pokerino tu e Serena vi siete strusciati e vi siete baciati.”

“Ma, Pascà, fossi uscito scemo? È per questo che mi hai convocato in gran segreto?”

“Non negare, farabutto. Vi ho visti: tua moglie si era chiusa in bagno e io sono sceso per mettere la macchina in garage. Ti sei alzato e ti sei incollato al sedere di mia moglie.”

“E l’hai vista in sogno la scenetta?”

“Avevo tutto pronto per spiarvi: bastava lasciare la macchina accesa, salire sulla scaletta e guardare se restavi al tuo posto o se ti buttavi addosso a Serena. Attraverso i mattoni forati del balcone ho visto tutto.

E come si strusciava quella zozza.”

“Beh, che vuoi fare allora?”

“È molto che va avanti questa storia?”

“Pascà, è quasi un anno.”

“Beh, Antò, so’ contento perchè io mi faccio tua moglie da due anni”.

“Emilia? Veramente?”

“E già.

Per me come stanno le cose … va bene così.”

“Sì, pure per me.”

Si guardavano fissi già da un po’, alla ‘Mezzogiorno di fuoco’. Fu Antonio a interrompere il silenzio:

“Le mettiamo in condominio? è così?”

“Sì, sì.”

“Pascà, se Emilia la vuoi tutta per te io ti uccido.”

“E chi la vuole? cioè … per sempre: io sono innamoratissimo di Serena.”

Silenzio. Troppo per Antonio:

“Pascà, mi prometti di dirmi tutto quello che fai con Emilia?”

“Se non ti incazzi e se farai pure tu lo stesso.”

“Promesso” e Antonio abbrancò Pasquale in un abbraccio stretto stretto. “Il più meglio amico mio…”

“È vero? Quant’è bello quando ci si capisce così bene.”

“Sai, Pasquale” commentò Antonio, commosso, “quando a Emilia, un po’ serio e un po’ scherzando, ho proposto lo scambio di coppia così in generale, si è fatta afferrare per pazza. E puttaneggiava con te già da almeno un anno a quanto mi dici. Io mi sentivo in colpa perchè avevo cominciato con Serena.”

“Hai capito? Per il piede nostro una scarpa deve bastare; però, nella scarpa loro di piedi ne vogliono due.”

“Eh?”

“Quando si sentono attizzate le donne non le frena niente”.

“E noi le attizzeremo; come vogliono loro. Anzi ci organizzeremo per farci cornificare molto, molto di più: io con la tua e con la mia, tu con la mia e con la tua, sc.mo come non ci hanno mai consentito di fare.”

“…senza che loro ne sappiano niente.”

“E certo. Che, scherzi? Quelle le corna le vogliono solo mettere. Sarebbero capaci di tagliarcelo.”

“Antò, sono convinto che quelle, così facendo, nel proprio letto matrimoniale ci si mettono con più voglia.”

“Poco, ma sicuro.”

Erano euforici senza aver bevuto niente felici della saldezza della loro unione.

Domenica, carte in mano, tutti assieme, tutti innamorati di tutti, con i giusti limiti naturalmente: poteva esserci migliore prospettiva?

Anche le mogli, infatti, sempre ciù-ciù-ciù a ridere e scherzare erano proprio il ritratto dell’amicizia.

 

Licia Tavanzi

 

(Ringrazio chi legge e gradisce. Appuntamento a domenica prossima, 13 maggio, con un’altra storia)

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