DETTO IN CONFIDENZA – 4

LA  RIPICCA

 

Nelle barzellette una situazione simile era tutta da ridere non l’incubo che sto vivendo. Era qualcosa che capitava sempre ad un altro o da augurare al peggior nemico e sulla quale, a immaginarla, godere tanto.

La temevo da sempre ma ero convinto che non l’avrei mai vissuta. Eppure sta tutta, nella massima evidenza, sotto i miei occhi: mia moglie a letto che mi guarda sfacciatamente e dietro di lei, nascosto dal suo corpo nudo, l’altro.

“Ehm” mi schiarisco la voce; ma pure prendendo tempo le cose non cambiano: lui mi osserva senza spostarsi di un filo stretto alle terga della donna mia con i seni che gli traboccano dalle dita.

“Credo che vado a fare due passi” mi decido a dire.

“Per me puoi pure andare a fare in culo” ribatte lei ostentando un mugolìo.

“Vuoi dire quello che fai tu adesso?” e dentro di me: ‘Ti prego fammi capire che non è così’.

“Non ti aspetterai certo che te lo diciamo.” Si gira verso di lui, lo sbaciucchia con la lingua che bene in vista va un po’ dentro e un po’ fuori e con la mano gli tiene la testa.

Dove ho visto un’immagine altrettanto bella nella sua drammaticità? Francesca Da Rimini fra le braccia del suo Paolo in una illustrazione della Divina Commedia?

“Tesoro” supplico tutto intenerito quasi mi avesse fatto un complimento, “ho capito. Ben mi sta.”

Lui la brancica sempre da dietro e si baciano; però lei, mi sembra, ha ritirato la lingua.

“In effetti” aggiungo, “non ha importanza se fai questo o quello. Anzi mi auguro che tu mi abbia ripagato con gli interessi.

Quello che vedo è insopportabile, come tante pugnalate. Avevi ragione tu.”

Giorni prima ero io in quello stesso letto che brancicavo un’altra; e lei ci aveva scoperto. Poi com’era andata?: io cercavo di rivestirmi in tutta fretta, quell’altra pure, e la mia adorata mogliettina distrutta, raggomitolata su sè stessa. Io chiedevo:

“E adesso?” e lei si struggeva:

“Non lo so, non lo so quel che farò. È insopportabile.”

Ora quello stesso spettacolo me lo devo subire io per quanto insopportabile sia. Pietisco:

“Dimmelo tu quando basta.”

“Beh” interviene l’altro parlando a lei sentendola inerte, “che ti succede?”

Stanno azzeccati, ma pare che qualcosa si sia interrotto: lei non gli dà più retta.

“Tesoro” mormoro, “ti amo tantissimo.”

“O-ho” fa quello. La scuote ma lei non gli risponde. “Io me ne vado” e la fissa, interrogativo. Poi scende dal letto tutto scuro.

Io, senza guardare che lei, gli dico:

“Per noi puoi pure andare a fare in culo; è vero, tesoro?”

 

Licia Tavanzi

 

 

Il  TRIO

 

Guglielmo non avrebbe mai sospettato la moglie di tradimento e non poteva credere al proprio sguardo nel trovarla a letto in quella posizione e con una tale persona.

La mogliettina non era solo molto erotica, e questo la rendeva desiderabilissima agli occhi suoi, ma era anche lesbica.

Le due si accorsero della sua presenza e, oltre a porsi entrambe dalla stessa parte del letto, cercarono di coprirsi col lenzuolo.

“Gina…” bisbigliò lui senza riuscire ad aggiungere altro.

La moglie lasciò l’amica fra le coltri e in silenzio scese dal letto e si avviò verso il bagno impettita e fiera della sua nudità.

“Io sono Flora” si presentò l’altra al sopraggiunto e ridacchiò vedendolo così impacciato. “Noi giocavamo, non siamo proprio del tutto sull’altra sponda. Ho un marito anch’io, cosa credi?”

“Occhèi, Flora. Non ne faccio certamente un dramma. Questo tipo di corna posso sopportarlo bene.”

“Elmo, tu dovevi trovarti in giro dai clienti. È colpa tua se ci hai rovinato la festa.”

“Io, Flo’, se non ci fossi stata tu adesso, mi sarei messa sotto la mia Gina. È con questo pensiero che ho interrotto le visite.

Se mi spoglio anch’io tu che ne dici?”

“Speravo lo proponessi. Io e lei abbiamo sempre pensato di tirare dentro o te o mio marito.

Spogliati pure e vieni qua. Però aspettiamo la moglie prima di fare qualche cosa.”

“Certo” consentì lui, dandosi da fare a sbottonarsi. “Sarebbe una cosa poco fine, quasi un tradimento.”

E per tutto il proprio spogliarello non riusciva a staccare lo sguardo da Flora e neanche a evitare di complimentarsi con sé stesso per avere tanto culo.

 

Licia Tavanzi

 

(Vi do appuntamento alla prossima domenica, 18 marzo, con altri racconti)

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7 Commenti
  1. ZaraTremila 2 mesi fa

    Che trio favoloso

  2. PaolaRi 2 mesi fa

    Immensa

  3. ElisaFabozzi 2 mesi fa

    Bellissime poesie…il trio proprio e…

  4. GiuliaBianchi 2 mesi fa

    Una sensualità pazzesca

  5. Autore
    Licia Tavanzi 2 mesi fa

    Ciao, donne. La vogliamo la parità con gli uomini? E diciamolo, una buona volta e senza tante titubanze che il sesso ci piace proprio come piace a loro. E forse di più.

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