Oggi è un giorno come tanti in cui le azioni si susseguono senza sosta apparente. Fai questo, fai quello, alle dieci devi essere in quel posto. Quindi, sali sul bus, attendi venti minuti per giungere in quel quartiere, per poi camminare. Guardi l’insegna di un bar e ti ricordi che non hai ancora fatto colazione. Entri nel bar, saluti, ordini un caffè, bevi il caffè, paghi, risaluti, mentre la confusione fa da sfondo. Arrivi in ufficio, entri, saluti, sorrisi, tipica domanda “Come va?”, ma non ascolti la risposta. Ti siedi e squilla il telefono, numero privato, non rispondi. Accendi il pc, apri il browser e leggi le mail, cestini le infinite mail di spam, ed inizi a lavorare. Hai da completare quel progetto che devi terminare entro le sedici e mentre rifletti invii un messaggio alla persona con cui eri la sera prima perchè è “così che si fa”. Sei lì, o per meglio dire non ci sei. Perchè se noti, le ore passano e tu hai ricordi frammentati di ciò che hai fatto. Alle dodici hai già fame e fai finta di niente, prima che un collega avanza un “prendiamo qualcosa al bar!?”. Espressino chiaro e cornetto alla crema o tramezzino e succo di frutta? Sono già le sedici!

Ricordi con esattezza ogni tuo passo? Riesci a ricordare il colore del rossetto della ragazza rossa che era seduta a fianco a te mentre eri nel bus? Qual è la sequenza esatta delle canzoni che hai ascoltato da quando hai premuto play sul tuo smartphone a quando hai notato che la batteria era già scarica? Quante emozioni hai provato?

Mediamente ogni sguardo è carico di attrazione e repulsione nei confronti del soggetto osservato. Quindi avrai sicuramente provato disgusto, attrazione, indifferenza, e chi più ne ha più ne metta, per quasi ogni singola cosa e persona che hai guardato.

Sei consapevole di non poter dire onestamente di esserci stato in questi momenti? Sei consapevole di aver vissuto e di aver fatto questo e quello in maniera quasi del tutto automatica? Sii onesto, puoi solo ricordare con la “r” minuscola. Perchè quando sei presente, il tempo assume un altro significato e lo si percepisce in maniera del tutto diversa. Non è più un nemico o l’antagonista, è solo tempo e scorre lentamente.

Quindi oggi è un giorno come tanti in cui l’abitudine ha vinto.

Prendi un foglio bianco, una penna o una matita e disegna un puntino. Sì, lo so, è una cosa stupida, un’azione che non ha senso. Mentre tutte le altre azioni che hai compiuto oggi hanno un senso, vero? Dedicati un minuto, tra un po’ ne comprenderai il motivo. Disegna il puntino.

In questo momento stai facendo una cosa che ti ho consigliato di fare. Sei libero di scegliere se farlo o meno, o di continuare a leggere per poi farlo. Perchè lo so che lo farai.

Il puntino rappresenta quello che sei, la parte di te che è giunta a leggere queste righe e che è attenta e vuole emergere. Potremmo definirla come una parte che trascuri, un puntino che la tua mente ignora presa dall’abitudine del foglio bianco.

Adesso che hai disegnato il puntino, fissalo.

Guardalo senza chiudere gli occhi, finchè non scompare. Vedi? La mente si stanca ed evita di prenderlo in considerazione. È davvero troppo impegnativo considerare un puntino, affaticarsi, consumare energia solo per un puntino?

Ogni volta che vivi per abitudine stai ignorando il puntino, quindi, oggi è un giorno come pochi in cui il puntino ha segnato il goal della bandiera.

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