INCATENATO

Ho un foglio in mano con su scritto “insufficiente”,

L’impegno era tanto, me lo dico in mente.

Sono stanco, stanco di tutto,

Stanco di me e di me stesso sono in lutto.

Sono stanco di questa sensazione

Di essere meno di un’imperfezione.

Le mie catene ricoprono tutto il mio corpo,

Sono pesanti, mi trattengono dal mio scopo.

Come una mummia mi hanno ricoperto

E rimango immobile in attesa di essere scoperto.

Mi ricoprono i miei fallimenti,

Li ho fatti e li merito tutti quanti.

Ciò che ho fatto e fallito li ricorderò a vita,

Dovrei essere lì, a godermi di quest’esistenza la gita.

Ma la colpa è mia, il problema è la mia testa,

Ho sbagliato dall’inizio, non tutto è festa.

Il seminato è ormai raccolto, è l’ora del conto,

E non ho speranza di avere uno sconto.

Attorno a me gente libera vedo girare,

Che di queste catene ne hanno solo un bracciale.

Altre invece come me stanno

Ma camminano e ridono, non so come fanno.

Che la risposta sia mentale, è questa la facoltà?

La mia è messa male, non mi dà pietà.

Vincenzo Lantino

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