LA MIA POETICA – 1

NEL  TUNNEL

 

No.

Non stare con l’animo in ansia

in attesa che il treno,

tornando alla luce,

ti arrechi un sollievo.

Un abisso è davanti

e un abisso è didietro;

e tu in fondo ti senti annaspare.

Ma fuori da quello

la vita sorride,

sorride.

Ma no.

Non mirare quel bel panorama

così attentamente.

T’accorgi ben presto

che tutto sovrasta

e t’avanza in grandezza.

No. Non mirare.

Il treno sferraglia.

Tu lascia che culli il tuo sonno.

Oh no,

non sentire quel bimbo che piange

con tanta insistenza.

Non sentirlo con tanta attenzione.

Finirai col sentire

a lui intorno

i fratelli e la madre

ed il padre.

E piangono tutti

ciascuno a suo modo.

Guarda fuori

quel volo d’uccelli,

così non ci pensi.

Ma no,

non guardare quel volo d’uccelli!

Non guardarlo così intensamente.

Potresti invidiare

quei battiti lievi

d’accordo col vento.

E alla lunga

odieresti il tuo passo.

Non guardare,

ma pensa con l’occhio socchiuso

a quanto di buono

la vita t’appresta.

Tu pensa

e sorridi con l’occhio socchiuso.

Il treno sferraglia.

Nel tunnel s’affonda

all’oscuro, all’abisso.

Tu più non sorridi.

La gloria fu breve

e del tunnel fu colpa.

Oscuro l’ambiente

e oscuri i pensieri.

Tu guardi

e rimiri il tuo volto

nel vetro lì a fianco.

Raccogli ricordi a brandelli

e componi a tua gloria

gli stessi.

No, sciocco.

La mente

ti pone talvolta davanti

uno specchio.

Non tuffartici dentro.

È incrinato

e deforma.

Ti vedi sublime nel più delle volte

e ti scruti.

Ti piace.

Ma spesso, non sempre, deforma.

Potrebbe accadere vederti

qual sei.

Non scrutarti all’interno.

Non puoi pencolare

dal treno che corre.

Se rendi cosciente te stesso

di tutto

un argine lasci alle spalle

in terreno sicuro.

Non far forza

su quel parapetto.

È l’unico forse

che ostacola il crollo

di tante illusioni.

 

Alessandro Conte

 

 

UNA  MOGLIE

 

Dir non posso. È troppo intimo e sfacciato

ed anche questo lei me l’ha promesso.

Sapete di che parlo: certo, sesso.

Già basterebbe questo e sono stato

ad aspettare invan siccome un fesso

dalla consorte d’essere appagato.

Lei non mantiene mai ma innamorato

son sempre. Ed oggi a tavola m’ha messo

sciapo brodino e non verzi col riso.

Promesso pure quello e a ricordarlo

lei fa spallucce e dice col sorriso:

“Il tempo m’è mancato a prepararlo.”

Ha beltà, forza e spirito ben gaio

ma se promette sembra un marinaio.

 

Alessandro Conte

 

 

CONSOLAZIONE

 

Sto in un giro a dir poco assai vizioso

da cui ricavo poco beneficio.

Son maritata a un tal malavitoso

che impiega me e tant’altre al meretricio.

Non sono mia neppure se riposo,

come se non bastasse il mio lavoro,

perché vuol far l’amore anche il mio sposo,

quel che mi tien venduta a peso d’oro.

Noia brutale sempre tutto il giorno

passato fra brutture senz’appello,

d’attese e d’abominio senza scorno.

Vien un gentile, a volte, tanto bello

e allora chissà come, per quel viso,

io sono per mezz’ora in Paradiso.

 

Alessandro Conte.

 

(Vi do appuntamento a mercoledì prossimo, 28 febb, con altre poesie)

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6 Commenti
  1. Lina Cuomo 2 mesi fa

    Ciao Alessandro piacere e complimenti per le tue poesie, indubbiamente belle

  2. ZaraTremila 2 mesi fa

    Bentornato

  3. EnzaMolonaro 2 mesi fa

    Eccezionale Ale

  4. Lina Cuomo 1 mese fa

    Eccezionale veramente

  5. DolceMia 1 mese fa

    I miei complimenti

  6. Autore
    AlessandroConte 1 mese fa

    Grazie a tutti.

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