L’INSIEME

L’INSIEME

 

Ramificano, signore, gliel’ho detto! Al microscopio quelle cellule cancerose si diramano e prolificano e le cellule figlie fanno lo stesso con velocità impressionante! Venga, la prego! Al più presto! Non sappiamo che fare. Stiamo tutti a guardare quello che vedono le telecamere nella sala operatoria.

Non ha capito niente, signore?

Le ripeto: quella donna doveva morire. Il carcinoma ai due seni era in stadio avanzato. L’operazione, ho visto subito, sarebbe stata inutile.

Tutte muoiono se sono così devastare dal tumore, ma lei non è morta. Ha capito, direttore?

Ha vinto lui. Chi? Il cancro. Ce l’ha fatta a non morire anche lui con la sua ospite. Forse è la prima volta che prolificando riesce a metamorfizzarsi. Sa, come le cavallette, le farfalle.

Mentre operavo la paziente, sempre con tutti i dati vitali evidenti sugli schermi, si è imbrunita e sformata come plastilina e in un tempo brevissimo.

Noi, inorriditi, siamo arretrati. Ho raccolto un po’ di quella donna con uno specillo. Sotto il microscopio le cellule sembravano fermentare, ribollire, si diramavano con angolazioni sempre diverse. Sembrava un’affascinante visione dei frattali matematici … sì, dell’insieme di Mandelbrot.

Fatto sta che da quella poltiglia in riorganizzazione biologica sono emerse una quindicina, forse più di forme delle dimensioni di un gatto. Orribili. Sembravano cimici di vari colori, piatte, simili e mai uguali, come per l’insieme di Mandelbrot due tondi diversi, uno per la testa e uno più grosso per il corpo.

Mentre ce ne stavamo addossati e orripilati contro le pareti della stanza, quelle cose tutte assieme hanno spruzzato acido cianidrico! Sì, signore … mandorle amare, si sentiva e ci siamo sentiti male mentre cercavamo di uscire. Un mio assistente e la sua infermiera non ce l’hanno fatta.

I cimicioni si sono scavata una strada per entrare dentro di loro e noi possiamo solo guardare impotenti.

Vediamo quei corpi sussultare come fossero vivi e si scuriscono da un minuto all’altro, sempre di più, come la paziente che stavamo operando.

Corra, signore! Deve dirci che fare.

Aspetti. Vedo che da quei corpi, ormai masse scure conformate coi due tondi come quell’insieme, stanno scaturendo centinaia di quelle cimici ma più piccole, non più grandi di un topo e si avviano tutte su per il muro a infilarsi di piatto nel condizionatore.

Signore, quello ha una ventola ma più prese d’aria da cui quelle bestie…

Signore, è inutile che si muova ormai.

Il cancro, o come si chiama questa nuova vita, è piatta, multicolore, piccola con la facoltà di rimpicciolirsi ulteriormente, letale e forse intelligente. Si nasconderà dovunque e presto ce ne saranno miliardi di miliardi.

Signore … temo che l’umanità stia per cedere il posto alla cancerità.

 

Roberto Bontempi

 

(Vi do appuntamento a venerdì prossimo, 9 mar, con la prima puntata del mio romanzo breve ‘PURCHÈ  lO  SCOPO  SIA  RAGGIUNTO’)

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12 Commenti
  1. Silvy 2 mesi fa

    Che fantasia

  2. PaolaRi 2 mesi fa

    Che inventiva, bravissimo

  3. Lina Cuomo 2 mesi fa

    Ma quanto sei bravo, anzi sempre più bravo

  4. Ketty Smile 2 mesi fa

    Incredibile

  5. Barby1980 2 mesi fa

    Eccezionale Roberto!!!

  6. DolceMia 2 mesi fa

    Da applausi…la tua fantasia non ha limiti

  7. Sara Sanna 2 mesi fa

    💖💖💖

  8. SamanthaBelli 2 mesi fa

    Sei semplicemente un genio

  9. Laura Amaretti 2 mesi fa

    Roby sei troppo bravo…

  10. ZaraTremila 2 mesi fa

    Diamine come sei bravo..Accidenti a te

  11. Autore
    Roberto Bontempi 1 mese fa

    Grazie a tutti. Seguitemi nel mio prossimo romanzo breve.

  12. MillyCarbone 1 mese fa

    Bravissimo Roberto

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