POETICA E NOVELLISTICA – 2

LA  MAGICA  POESIA

 

“Magia e poesia, nipotina bella, sono intimamente collegate” spiega l’anziano alla ragazzina cercando di mettere nel tono di voce un che di fiabesco.

Vedendo dell’interrogativo sul volto della piccola, ricalca:

“Sono quasi la stessa cosa, hanno l’immaginazione dentro, capito?”

“Cosa, nonno?”

“Poesia e magia.  Sai cos’è la fantasia, Mariuccia?”

“Sì, poesie e favole, quelle che scrivi tu. Il maestro ci ha fatto dire quella che sul ponte sventola bandiera bianca.”

“Beh, ci sarebbero altre poesie che renderebbero meglio l’idea.

Dante era un poeta. Senti: nel mezzo del cammin di nostra vita … dice quando si è grandi, mi ritrovai per una selva oscura…”

“Nonno, ma io so quella del ponte che sventola.”

“Ti dicevo … Dante sta in una selva oscura…” e l’uomo tira il tono al cavernoso. “E lì può succedere di tutto, escono animali strani, fatine dai fiori, elfi dai tronchi e tutto è una cascata di suoni emessi da strumenti mai inventati. E le parole assumono tutti i significati che per te sono più importanti. Mi capisci?

Non per niente quel poeta era considerato anche un mago potente.”

“Sì, nonno. Ho capito che Dante faceva le magie, ma io ti volevo far sentire la bandiera bianca.”

Il nonno si rifiuta di spazientirsi:

“Senti quest’altra ch’è tutta una magia: s’io fossi foco brucerei lo monno…”

“No, non mi piace.”

“Bruciare tutto il mondo non è una grande magia?”

“Nonnooooo, la bandiera biancaaaaa.”

“Senti, Mariuccia, la mamma ti sta chiamando. Vai.”

E mentre la ragazzina si allontana a saltelli alternati si sfoga amareggiato: ‘E la bandiera mettitela… No, questo no.”

 

Alessandro Conte

 

 

NEL  VUOTO

 

Quando stretto al suo seno son, bramoso

d’aver carezze e baci, un desiderio

di darle e avere amore il cor m’assale.

Sono attimi che entrambi noi vorremmo

protratti nell’eterno e nè pensieri

ci vengono a sfiorare. Sembra un vuoto

pien di delizie tutto  a circondarci.

E dentro ad esso quant’è bello starci!

 

Alessandro Conte

 

 

IL  RATTO

 

Quel matrimonio non era proprio il massimo delle feste ma, comunque fosse, era stato necessario: Ginetto e Lucia erano scappati, avevano fatto la ‘fuitina’ due anni prima e ora, compiuti entrambi i diciotto anni, avevano dovuto rimediare. Questo sposalizio forzato, riparazione al ratto, era quanto la società richiedeva e ‘la società’ nella fattispecie era rappresentata fieramente dai parenti della sposa.

No, la festa non si poteva dire proprio riuscita: lo sposo era moscio che più moscio non si può e di conseguenza tutti i suoi erano terribilmente imbarazzati e gli altri offesi. Nello sguardo della sposina c’era anche l’espressione alla ‘ormai dove scappi?’ del pescatore che tira il pesce in barca.

Che quel giorno fosse proprio infausto ci si accorse quando il mortorio volse al termine notando l’assenza di Mene e Paoletta dal gruppo dei piccoli. Non si riusciva a rintracciarli e la parola ‘rapimento’, non pronunciata da alcuno, frullava nella mente di tutti.

Le ricerche all’intorno cominciarono frenetiche con la paura generale e la morte nel cuore per i parenti degli scomparsi. Poi, a sera, vista l’inutilità di tanti affanni, sapendo ciò che riportavano i giornali, con quello che si vedeva in TV furono chiamati i carabinieri.

La mattina seguente, poco dopo l’alba, quelli che non erano riusciti a chiudere occhio videro venire i due rampolli e diedero l’allerta.

Mano nella mano erano lì sani e salvi con Mene, a dieci anni, più vecchio di lei di quasi un anno. Erano stanchi per la camminata dalla masseria vuota della zi’ Peppa dove avevano pernottato alla meglio con una voglia matta di tornare a casa. Fame no perchè avevano fatto, furbescamente, un cartoccio con un po’ di dolci prelevati al rinfresco.

Passati i minuti sufficienti perchè al sollievo subentrasse una giusta irritazione, si cominciò con gli interrogativi. Fu Paoletta, la più spigliata dei due, a dare spiegazioni:

“Noi ci vogliamo bene come Lucia e Ginetto.

Ora che pure noi siamo stati tutta la notte insieme, quando diventiamo grandi ci possiamo sposare come hanno fatto loro?”

 

Alessandro Conte

 

(Vi ringrazio tutti per i tanti apprezzamenti ricevuti finora e per la felice accoglienza di questa mia nuova serie. Vi do appuntamento a mercoledì prossimo, 4 aprile, con altre storie)

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6 Commenti
  1. Lina Cuomo 3 settimane fa

    Grande Ale

  2. DolceMia 3 settimane fa

    Immenso

  3. ZaraTremila 3 settimane fa

    Applausi

  4. EnzaMolonaro 3 settimane fa

    Molto belle tutte e tre

  5. MillyCarbone 3 settimane fa

    FENOMENALE

  6. Autore
    AlessandroConte 3 settimane fa

    Grazie.

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