PURCHE’ LO SCOPO SIA RAGGIUNTO – 2

(Seconda  puntata)

 

Il doz di Borny, lo 09 T 22 era al centro della City, proprio dove era necessario abitare se si era al servizio della collettività.

Dei suoi 11 conviventi nessuno lo voleva come compagno di letto. Quando aveva cercato di avvicinarli, tenerli stretti un po’ quelli, cercando di essere offensivi il meno possibile, gli avevano fatto capire che un rapporto affettivo risultava gradevole solo se bilanciato, scambievole.

“Ma io sono fatto così, che ci posso fare?” si giustificava.

Visto che i suoi tentativi cominciavano a diventare delle vere molestie ci pensò Monky, il suo collega citypol John Monkawsky, a chiarire, sbottando:

“Caro Tom, fottere non è mica indispensabile. Se per te lo è fallo con chi ci sta. Da che mondo è mondo nessuno può essere obbligato a subire del sesso sgradito e indesiderato. O vorresti violentarci, per caso? Una denuncia documentata e il punzone non te lo toglierebbe nessuno.”

Da allora Tom si era appuntato Monky nel suo libro nero: appena possibile gliela avrebbe fatta pagare.

Ridotte a zero le sue attività amatorie, mentre tutti dormivano con uno o più compagni Borny si rassegnava a passare la sua notte tormentosa in solitudine, agitandosi infelice e frustrato.

Sonnecchiando, i rumori degli amplessi altrui non facevano che esasperare il suo scontento.

Si era quasi convinto che se avesse avuto vicino una femmina come quella che proprio lui aveva giustiziato, di sicuro la sua condotta sessuale e il suo benessere generale sarebbero migliorati. Lei, al contrario di Monky e degli altri, avrebbe sicuramente gradito di svolgere un ruolo prettamente passivo.

Quella donna, spargendo ciarle e lacrime, aveva parlato di ‘sesso diverso e completo‘ con un ‘lui‘ che ‘amava‘.

 

Convocato dal Sovrintendente alla Sessualità Tom Borny si dichiarò insoddisfatto al rigetto della sua richiesta. In fondo che voleva? trasferirsi in un altro doz, di tutti maschi ovviamente.

C’era abbondanza di appartamenti standard da dodici occupanti consessuati ed erano frequenti gli scambi fra essi; quindi perchè proprio per lui la cosa costituiva un problema?

Era convinto che, più o meno sexy, i suoi nuovi compagni sarebbero stati nei suoi confronti più comprensivi e condiscendenti; in ogni caso sarebbero stati tutti delle novità per lui e, già solo per questo, più eccitanti.

“Senti, Tom” replicò Jeff Petronio, il pezzo grosso, “questo è il terzo doz che occupi sempre con lo stesso risultato.

Sai che esiste anche il fai da te? Lo so che stona col tuo amor proprio però non sarebbe in contrasto con le direttive demografiche.

Perchè? Vuoi vedere che te lo sei dimenticato, proprio tu che lo devi inculcare nel cittadino qualunque?”

“Che ti devo? ripetere la pappardella? Jeff…”

Era proprio così dato che l’altro rimaneva sulle sue in attesa.

” ‘Il mondo intero vuole sopravvivere all’eccesso di natalità e di consumismo; è necessario. La popolazione deve calare… , calare; lo capisce anche un bambino. Ne deve restare uno su cento, questo è il target. E quando lo avremo raggiunto si vedrà.’

Occhèi, Jeff? Promosso?

Ora diciamocelo fra di noi, amico: forse fra quelli rimasti bisegnerà eliminarne un altro 99%, chi lo sa? Ed ogni misura sarà buona purchè lo scopo sia raggiunto.”

“Divertente.

Tom, tu resti allo 09 T 22!”

“Non farmi questo, Jeff. Non sono come tutti lo so, ma non voglio sconvolgere il sistema: toglietemi mezzo stipendio e sistematemi in una stanza dove stare con una donna sterilizzata.

Eh, Jeff? una di quelle mamme che si è abituata al maschio e con le tube chiuse.

Con me ci starebbe, lo so, anche in un buco di casa; meglio che nel suo doz tra femmine che la scansano.”

“Tom, pensi che si ti sistemassimo con la donna che chiedi faremmo gli interessi del Servizio Demografico?

È irrilevante che non potresti ingravidarla: il fatto è che vi starebbero tutti con gli occhi addosso e si farebbe presto a ricadere nell’eterosesso. E i figli che ne verrebbero, tutti illeggittimi, chi li elimina più?

No, no, è impensabile con l’attuale politica di sfoltimento della popolazione.

Caro Borny, sei un ottimo agente e buon capo, niente da dire; però l’autoerotismo non ti sconfinfera, l’essere sempre tu il dominante non sta bene ai tuoi inquilini, e vorrei vedere … e il farti fottere ti lascia di malumore per una settimana lo so, lo so; fa proprio a cazzotti col tuo DNA.

Non ti basta incontrarti occasionalmente con compagni di altri doz perché se non stringi qualcuno mentre dormi riposi male; e col tuo lavoro bisogna svegliarsi con tutte le batterie ben cariche.”

“E allora, Jeff, che puoi fare per me?”

“Beh, lasciami pensare. Vedrai che un rimedio lo troviamo.”

“Grazie, Jeff, sei un amico. Fammi sapere.”

 

Quella sera stessa Tom si preparava a un’ennesima nottata tormentata quando i suoi colleghi in divisa si presentarono nel suo scomparto. Li guardò interrogativamente.

“Ci ha chiamati Jeff Petronio” cominciò Monky, “e ci ha chiesto di essere delicati con te.”

Tom si alzò dalla sua piazza e mezza cercando di intuire le prossime mosse degli altri. Che i suoi problemi fossero in via di risoluzione?

Cominciarono a schizzargli l’avviluppante e presto ogni suo movimento risultò malcerto e inceppato.

“Luridi vermi” tuonò rosso di rabbia. “Non pensate di passarvela liscia se volete farmi quello che credo. Tu poi, Monky…”

Quello stesso gli colmò la bocca con l’adesivo, attento a lasciargli libere le narici prima di parlare, calmo e freddo, come la sua funzione pubblica richiedeva:

“Tom Borny, la Sovrintendenza Giudiziaria, per istanza motivata di Jeff Petronio, ti condanna a morte per disadattamento sessuale e la sentenza la eseguirò io stesso. E, detto fra di noi, con tanto piacere.

Niente di quanto paventavi ti sarà fatto.

In verità avevamo chiesto al boss il benestare a lavorarti un po’ prima di punzonarti, ma lui ha detto no. Lo vedi se ti è amico?

Le tue preziosità resteranno come te le ha lasciate l’ultimo che ha avuto la rara opportunità di usarle. Contento?”

A cose fatte, mentre si attendeva l’eliplano, qualcuno di loro ironizzò:

“Vedi come riposa bene adesso il nostro Tom.”

 

(2. Continua venerdì prossimo, 30 marzo)

 

Roberto Bontempi

Tags:
13 Commenti
  1. Lina Cuomo 4 settimane fa

    Sempre più interessante

  2. PaolaRi 4 settimane fa

    Eccezionale

  3. Ketty Smile 4 settimane fa

    Fantastico questo romanzo

  4. Barby1980 4 settimane fa

    Mi ripeterò sempre , ma sei un genio vero

  5. SamanthaBelli 4 settimane fa

    Applausi a scena aperta

  6. Silvy 4 settimane fa

    Come fai a scrivere così non lo so. Complimenti cmq

  7. DolceMia 4 settimane fa

    Bravo!!!

  8. Sara Sanna 4 settimane fa

    👍👍👍

  9. Laura Amaretti 4 settimane fa

    Sei il top del top

  10. ZaraTremila 4 settimane fa

    Grande Roberto

  11. MillyCarbone 4 settimane fa

    I miei applausi

  12. Terryte 4 settimane fa

    Fantastico leggerti, mi appassiono ai tuoi racconti

  13. Autore
    Roberto Bontempi 3 settimane fa

    Grazie, amici. I vostri apprezzamenti sono un indispensabile stimolo per me.

Cosa ne pensi?

©2018 iosono.me

Realizzato con il ❤ da livenetworkitalia.it

iosonomefooter

oppure

Accedi con le tue credenziali

oppure    

Hai dimenticato i tuoi dati?

oppure

Create Account