PURCHE’ LO SCOPO SIA RAGGIUNTO – 6

(Sesta puntata)

 

Dean Ferguson non era soltanto un medico; lo faceva davvero, curando gli ammalati al meglio delle sue capacità.

La voce girò presto. Due, poi tre … cinque ammalati gravi, disperati e pronti ad andarsene nel Mondo dei più erano tornati al doz, non certo guariti, ma vivi.

Qualcuno curato dal dottor Ferguson parlò di miglioramento, di sentirsi addirittura meglio al termine della visita; l’Ambulatorio dei miracoli, sì, di quel tal medico, cominciò ad affollarsi di gente desiderosa di guarire e di vivere.

Ferguson s’accorse che raccomandare discrezione e silenzio ai pazienti circa le cure somministrate non serviva a nulla. Presto la Sovrintendenza ai Servizi Sanitari si sarebbe difesa col punzone dai suoi atti di sabotaggio.

In preda a opportuna paura si diede alla campagna, trovò a caro prezzo una casupola fra i boschi e cercò di essere dimenticato.

Impossibile. L’affollamento e le code ripresero presto; lui, che non si riconosceva alcuna possibilità di rifiutare cure agli ammalati era forse l’unico a ricordare il dettato di Ippocrate.

Quando, fra i tanti speranzosi lì con le bocche semiaperte a chiedere sollievo si fecero strada due citypol, Ferguson col dito chiese di attendere ‘un minutino’ come faceva con tutti perchè si rispettasse il turno.

Quelli lo lasciarono fare con la siringa e l’ago che scaricava nella carne il carico mortale. Ma quando lo videro abbattuto con la testa sulla scrivania, per sicurezza lo punzonarono ugualmente.

 

L’ambizione del dottor Tinna di diventare il nuovo dottor Morte nel suo Ambulatorio sembrò concretizzarsi quando Elizabeth Vinos lo convocò negli uffici del Servizio Sanitario.

“Bert” gli fece lei, “abbiamo discusso e, non solo abbiamo deciso l’eliminazione di William Manateen ma di tutti quelli che superano i trent’anni.”

L’essenza del colloquio era tutta lì: via uno avanti un altro. Ma sulla via del ritorno Tinna pensò alla sua età:

Io ci sono vicino, maledizione. Però quasi tutti i Sovrintendenti e i Rispettabili del Consiglio Mondiale hanno grosso modo il doppio dell’età limite, comparabile a quella del mio capo. A ogni regola corrisponde un’eccezione, eh già; lo scopo, nonostante tali ingiuste incongruenze, va comunque perseguito.

Attento a te, Bert.’

La direttiva per autosopprimersi giunse sul video personale di Bill ‘Morte’ quella sera stessa.

L’indomani Tinna lo aspettò invano col sorriso pronto sulle labbra, in quello che stava per diventare il proprio posto di comando.

Aveva anche pensato di dargli una morte dolorosa, così tanto per far qualcosa di diverso, nel caso quello gli avesse delegato l’incombenza.

Lui non sapeva che ‘il boss’ era stato un grande guaritore quando la medicina aveva ancora rispetto per la vita. Allora esisteva ancora una visione salvifica, da visionari appunto, con la convinzione di essere dei salvatori del mondo.

Quelle arie da grande medico Manateen non le aveva mai perse anche se il suo lavoro attuale avrebbe potuto svolgerlo qualsiasi infermiere con un po’ di pelo sullo stomaco.

A Bert tale prosopopea e quel dare tanta confidenza ai pazienti prima di farli fuori proprio non erano mai andati giù. E poi qualcuno doveva aver detto che tutti i superiori sono odiosi. O no?

 

L’operazione ‘Dagli all’anziano‘, mascherata al meglio possibile anche per gli operatori fu svolta passo passo a cominciare dai più attempati.

Monky, nella sua divisa sempre bella anche se non più fiammante, aveva preso male l’ultima direttiva del Centro: chiunque collaborasse allo smaltimento dei cadaveri poteva ricevere un punzonatore e l’autorizzazione a usarlo.

Si era recato nottetempo al doz 11 C 02 per punzonare un certo Will Manateen che quel giorno non si era recato al lavoro e anche un altro considerato ‘inadatto al suo stato sociale’, per quello che volesse significare.

Monky aveva smesso di chiedere troppo, ma l’assenteismo, al massimo era sempre stato perseguito con una detrazione dallo stipendio.

In ogni caso quei due, come d’altronde lui stesso, avevano avuto una vita lunga e sicuramente piena. Non dovevano dolersi troppo se l’ora era giunta.

Li punzonò silenziosamente entrambi in fronte e li vide morire nel sonno con quell’unico scossone.

Segnalò l’avvenuto decesso e fu raggiunto da tre tipi sui vent’anni; in quattro i due corpi furono trasportati fuori senza dar fastidio agli altri dormienti.

Al deposito Monky fu preso a tradimento fra due punzonatori pigiati da mani energiche, forato su entrambe le tempie e un eliplano accolse anche lui.

 

“Ci siamo quasi, Tinna” gli disse Liza Vinos. “Ora siamo quasi a tre miliardi e la via è quella giusta.

Però le voci si spargono e la gente di qualsiasi età è in allarme.

Ora sanno tutti che noi del Governo e della Citypol uccidiamo indiscriminatamente e senza un palese motivo.

Noi sappiamo che dobbiamo far di tutto per raggiungere il nostro target, ossia la popolazione mondiale al di sotto di 500 milioni ma loro si vedono ammazzare senza alcuna ragione.

Scappano tutti, Bert, e resistono ai rastrellamenti a meno armata col brigantaggio e il terrorismo.

È vero che anche delle piccole carneficine contribuiscono a raggiungere lo scopo più in fretta ora che non so da quanto tempo abbiamo dimenticato cosa sia una guerra. Però un po’ di gente in giro faceva gioco. Ormai da tanti a badare a tutto, siamo rimasti in pochi a sovrintendere ai robot che ci fanno da contadini e da operai.”

 

(6. Ringrazio chi segue e gradisce. Continua venerdì prossimo, 27 aprile)

 

Roberto Bontempi

Tags:
0 Commenti

Cosa ne pensi?

©2018 iosono.me

Realizzato con il ❤ da livenetworkitalia.it

iosonomefooter

oppure

Accedi con le tue credenziali

oppure    

Hai dimenticato i tuoi dati?

oppure

Create Account