Purchè lo scopo sia raggiunto (in 7 parti) – 1

(Prima  puntata)

 

I  PARTE  :  GLI  ETEROSEX

 

Qualcuno si era avvicinato di soppiatto e aveva sparato loro in viso la luce di un faretto.

Sussultarono e si strinsero ancora di più trasformando in terrore disperato gli spasimi di quell’amplesso.

Altri tre fari li illuminarono mentre fili appiccicosi venivano lanciati loro addosso per bloccarli così come stavano. I poliziotti fecero girare gli smart filmando e registrando tutto.

“Sto nel doz 27 D 52” rispose lui, “e sono un buon partner per tutti i miei 11 conviventi, sempre disponibile. Potete chiedere.

E con questa qui, penso sia importante dirlo, ho il condom, qui, vedete?”

“Sì, sì, beh…” commentò qualcuno di quelli in divisa.

Siete dei luridi puzzoni’ rimuginava il malcapitato. “Invece di starvene stretti ai vostri compagni di doz, ve ne andate nottetempo rompendo a chi si fa le cose sue senza dar fastidio a nessuno.”

“Io lo considero il mio compagno di vita” proruppe lei singhiozzando, “come lo erano i mariti una volta. Lo amo, lo amo.”

“Cittadina” indagò Tom Borny, capo di quel drappello di citypol, “leggo dai documenti che la tua dozzina è ubicata a 26 Z 13. Con le tue compagne hai una vita sessuale soddisfacente o no? Hai mai presentato lamentele in merito? richieste di trasferimento?”

“Con le mie partner è tutto occhèi, e questo cosa c’entra?

Ma sono così strana, io? possibile? Il sesso fra donne va bene ma è incompleto, no? Con lui è diverso.”

Tom volle darle corda.

“Potevi fare il concorso di maternità. Qualcuna riesce a ottenere l’incarico ben remunerato a figliare anche per due volte; e ogni volta la Sovrintendenza alla Natalità sceglie il maschio più adatto a lei. Quella si accoppia quando vuole con uno degli aspiranti padri, vincitore del loro concorso.

Se fossi stata optata, certo, queste cosacce te le saresti godute anche per un mese intero, un mese, capito? fino a concepimento avvenuto.”

“L’hai detto, cittadino citypol” frignò lei, “se fossi stata scelta. Con che probabilità, di’? una su mille? Ma che bellezza!

E se la gravidanza l’accertano subito subito che mi godo?”

“Che vuoi, cittadina? che facciano una legge tutta per te?

Ti  vergogni almeno un poco? Lui sembra di sì. Ma tu, ragazza, niente niente.

Certo bisogna avere questa predisposizione, il gusto un po’ schifosetto, a mio parere, di bazzicare l’altro sesso. Ma, tu m’insegni, tipi così ce ne sono.

Ora basta che abbiamo altre cose da fare.

Qui non risultano autorizzazioni al sesso etero e ciò ci basta. Avete qualcos’altro da dire? Su, fate presto.”

“Io” divincolandosi stette a farfugliare lui più per allungare il brodo che altro, “nei miei quasi quarant’anni sono cascato solo con lei, vi giuro. Sono stato onestamente omosex per tutt’una vita. E poi … mi diceva ‘dai, che non ne posso più; conosco un posto così appartato che non ci scoprono neanche col lanternino; ho immaginato di farti certe cose che ti manderebbero in orbita‘.”

Tutti i poliziotti si erano scostati con qualche brivido e uno trasmetteva alla Centrale.

“Bravo!” si risentì lei. “Che coraggio! Ecco l’uomo.

Vabbè, non fa niente. Comunque mi è piaciuto, per quel poco che ci siamo visti…”

“Quattro volte, solo quattro volte” puntualizzò il compagno. Ne valeva la pena?”

A me è andata. Non dico che lo rifarei, però…

Come la mettiamo, adesso?”

A me lo chiedi? Le nuove leggi e chi riesce a seguirle? Ne fanno in continuazione.”

“Quindi qua, chiusi in questa tela dobbiamo aspettare solo il ragno…”

Ventiquattr’ore prima, nel letto di Molly, la sua preferita, lei la teneva stretta solo per dirle quant’era bello farlo con un uomo.

“Ellen” cercava di scuoterla l’altra, “guarda che se continui così nessuna di noi ti vorrà più vicino; e va a finire che ti becchi una denuncia.”

“Tu lo faresti?”

“Io no. Se mi interrogano io la notte dormo e ho il sonno pesante, sta’ tranquilla. Ti voglio troppo bene, come tutte le altre; ci siamo amate troppo, tutte quante. No, nessuna di noi ti denuncerebbe.”

“Però, non vuoi neanche più baciarmi.”

“Ellen, sapessi che voglia ho di farlo, credimi. Ma nella tua bocca ha sguazzato la lingua di … un maschio. E la sua saliva … non posso neanche pensarci.

E ho un tale orrore a immaginare cosa ti lascia là sotto.”

Così rivangando Ellen, percependo sempre più alieno il contatto con quell’uomo, si convinceva di averla fatta davvero grossa: aveva perso Molly, la dolce, morbida Molly, e anche le altre dieci del doz; e sentiva che il castigo sarebbe stato anche peggiore.

I citypol tornarono verso di loro e Borny li informò:

“Abbiamo l’ordine documentato di procedere. State rilassati e non sentirete nulla.”

E, mentre quelli cercavano di interpretare quanto stava accadendo, lui e un collega si diedero il tempo per agire col punzonatore sulla nuca dei colpevoli.

Gli spuntoni cauterizzanti trafissero i due contemporaneamente facendoli accasciare l’una sull’altro.

Il bozzolo con i cadaveri aveva assunto una forma quasi sferica mentre un eliplano sopraggiunto lo issava all’interno. Di norma, completato il carico, il mezzo della citypol lo smaltiva nella vicina area oceanica predisposta.

 

(1. continua venerdì prossimo, 16.3)

 

Roberto Bontempi

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14 Commenti
  1. PaolaRi 1 mese fa

    Ma che inizio….

  2. Lina Cuomo 1 mese fa

    Sarà una bella lettura questo romanzo

  3. Ketty Smile 1 mese fa

    I miei complimenti

  4. Barby1980 1 mese fa

    Sono meravigliato…sapevo che eri bravo ma non così

  5. SamanthaBelli 1 mese fa

    Ottimo. Anche questo sembra scritto bene

  6. DolceMia 1 mese fa

    Avvincente

  7. Silvy 1 mese fa

    Troppo bello questo racconto

  8. Sara Sanna 1 mese fa

    Sulla fantascienza non hai rivali

  9. Laura Amaretti 1 mese fa

    Bello il primo capitolo

  10. Laura Amaretti 1 mese fa

    Sei bravissimo

  11. Terryte 1 mese fa

    Grande Roberto.

  12. ZaraTremila 1 mese fa

    Più ti leggo e più mi piaci

  13. MillyCarbone 1 mese fa

    Anche questo racconto si prospetta interessante

  14. Autore
    Roberto Bontempi 1 mese fa

    Grazie, amici. Ho dovuto chiarire con gli amministratori che, anche se la mia narrazione è adatta a un pubblico adulto, non è pornografica nè si compiace di gratuite sconcezze. Sperando che mi si permetta di mantenere la cadenza settimanale, pubblico oggi quello che Vi era destinato una settimana fa.

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