RACCONTI – 1

GUSTI

“Ci fu una volta nel Paese del Mare Amaranto una gran battaglia fra i reami di Quassù e quello di Quaggiù…” legge lei col libro delle fiabe aperto in grembo.

La bambina la interrompe agitando la testa sul cuscino:

“Nonna, perché non accendiamo la televisione?”

“Senti senti, piccola mia, che è bello” e continua la lettura accompagnando le scene e i dialoghi con pause, intonazioni appropriate e gesti studiati.

Non riesce ad andare molto oltre che la nipotina torna a farsi sentire sbuffando:

“Ma nonna, questa la so. La principessa prigioniera di Lancia Storta trova da spingere un mattone e fugge. E poi il Conte Raggio nel Buio arriva…” sbadiglia ma non si addormenta.

La donna la guarda con ansia e inventa una variante introducendo nella storia Schioccaledita, maestro di Incantesimi e Prodigi.

“Nonna” torna a interrompere la bimba, “accendi la tivvù. Tra poco c’è il telegiornale. Quello è più bello. Ci stanno i politici che parlano parlano. Così il sonno mi viene.”

Alessandro Conte

 

IL  SISMA

Ricostruire, certo. Ma nello stesso posto? Proprio sulla stessa faglia? Dai e dai mò l’ho capita che cos’è sta faglia. Piglia un mattone pieno spaccato in due, no? rimettilo insieme e prova a strofinare i pezzi fra di loro. Non ci fai una mazza. Ma se la forza fosse grandissima tanto da farli slittare di colpo, allora salterebbero le schegge da tutte le parti. Così è anche sotto.

Ma a chi lo dici? Al gattino che mi ha raggiunto qui sotto, intrappolato come sto? E in questo sfasciume tutto buio c’è da respirare ancora per poco.

Mi sta vicino per cercare caldo e forse da bere e da mangiare. E chi te lo passa, bellino? Anch’io qua ci morirò e certo prima di te. Ora non corri più come un pazzo, le acrobazie anche con un pezzo di plastica non le puoi fare, niente più agguati al padrone, niente più alzarti contro di me con gli artigli in mostra come un piccolo Godzilla.

L’altro terremoto. Ero quello che strillava forte per far ricostruire il paese proprio qua, dov’era sempre stato. C’eravano nati tutti e la campagna con la stalla era a due passi. Sono stato anche io a volere che il paese fosse ricostruito al posto dei vecchi ruderi, sulla stessa faglia. E ora a distanza di anni il nuovo terremoto, io sotto le macerie della mia casa ricostruita e ci sto lasciando le penne.

Sì, miagola tu. Non ci posso fare nienteeeee!

Aspetta che c’è là un raggio accecante, l’ansimare e il raspare di un cane.

Ci hanno trovati! Miagola miagola che io grido. Sì, ci hanno sentiti.

Mi viene da piangere e anche da ridere. Un cane che salva un gatto!

Alessandro Conte

 

IL  SOUVENIR

Regalarsi un ricordo è poi una cosa intelligente? Più in là negli anni ricorderemo questa gita a Ìstambul; ma sarà con gioia o con malinconica nostalgia di tempi scomparsi per sempre?

C’è da ricordare, in verità. Una costa ionica ch’è tutto uno splendore, da Smirne in bus fino alla gloriosa Bisanzio. E tappa tappa ci abbiamo messo dieci giorni. Ovviamente anche dieci notti che sono per mia moglie ciò che renderà romantico tutto il viaggio. Almeno spero.

In questi mercati continui a Ìstambul (non Istàmbul, per favore) lei si è fissata che dobbiamo scegliere qualcosina di locale.

“Ma abbiamo i filmini e le foto a straf…” sbotto infastidito.

“Quelli si mischieranno alle tante altre cose. Io voglio un oggetto da mettere in mostra e da commentare con gli amici assieme alle nostre avventure in terra ottomana. Che ne dici di questo?”

Un narghilè! Rozzo, in alluminio smaltato, cannula di gomma e bocchino bronzeo che a momenti pesa quanto tutto il resto.

“Ti prego” mi lamento subito, “questo no. Manca solo che porti stampato ‘kitsch’!”

A me piace. E poi lo voglio provare.” E sì, lei fuma, la zoz … la viziosa.

E via dalla Turchia bella col concreto ricordo da tramandare ai posteri!

Prima di imbarcarci per Brindisi facciamo in tempo a essere derubati di un borsone; ma la pipa orientale no: se la porta ben stretta al seno.

Guardandolo ora sulla mensola buona mi ricorda anche i tanti ànsimi a risucchio dei maschietti turchi al passaggio della mia fumatrice di narghilè.

Alessandro Conte

 

(Vi do appuntamento a mercoledì prossimo, 28 febb, con altri racconti)

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5 Commenti
  1. ZaraTremila 2 mesi fa

    Bentornato Alessandro…bellissime storie

  2. Lina Cuomo 2 mesi fa

    Ale complimenti…bellissimo leggerti

  3. EnzaMolonaro 2 mesi fa

    Benvenuto, scrivi benissimo

  4. DolceMia 1 mese fa

    Nel leggerti davvero provo autentica goduria

  5. Autore
    AlessandroConte 1 mese fa

    Grazie a tutti.

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