RACCONTI – 3

LA  FOTO

 

Quelle fotografie mai scattate sono un mio cruccio perenne, sono un vuoto nell’anima, tesoro mio bello.

Andava tutto bene nel nostro viaggio di nozze, sesso fantastico anche se non abbiamo aspettato quell’evento per sbizzarrirci. E poi? Ti rifiutavi di metterti in posa. Ti scocciavi. Ed eravamo fra le Dolomiti, mica nelle campagne nostre.

C’era il Cimon della Pala, ricordo come fosse ieri, non cinquant’anni dopo, e tu non volevi metterti nell’inquadratura. Dicevi ‘basta, che cosa cretina…’ Un vero insulto a madre natura e a me che mi beavo di tanto Paradiso in terra e volevo portarmene a casa una visione.

Non dovevo farlo, lo so, ma lanciai la macchina fotografica a farsi a pezzi sulle rocce. E non solo ti negai il sesso per tre giorni ma fotografie non volli più farne.

Te ne sei andato, Tonino bello, e io guardo le tue foto e piango. Le vedove allegre stanno solo nelle operette.

Io vorrei tanto vederti com’eri allora, diventato davvero compagno per la vita secondo la legge degli uomini e di Dio. È di quei momenti che ogni visione e ricordo se ne sta andando offuscato dall’età.

Ho tante foto di te e me giovani, innamorati e stretti l’un l’altra.

Ma l’immagine di te bello, giovane e mio sposo da allora in poi a dominare il Cimon della Pala non l’avrò mai.

 

Alessandro Conte

 

 

LA  PROVA

 

Mi manca l’aria. Ho detto che a un mio cenno possono smettere di tenermi sott’acqua.

Loro stanno a prendere il tempo e la prova l’hanno già fatta. Il migliore è stato Tonino che è riuscito a stare in apnea per due minuti e uno. Proprio giusto per superare i due minuti, mannaggia a lui. È tantissimo ma io devo batterlo questo record!

Non tollero che Tonino venga considerato meglio di me con tutte le ragazze che guardano.

Quelli che mi tengono devono darmi dei colpetti sulla schiena per avvisarmi che ho battuto quel tempo. Ma si fossero dimenticati di farlo? A me sembra che di minuti ne siano passati tre.

Che faccio? Tiro fuori la mano ed emergo? No no. Non se ne parla proprio. Devo restare ancora … ancora un poco … anc … glu glu glu…

 

Alessandro Conte

 

 

PUNTI  DI  VISTA

 

Vedo con gli occhi della passione e mia moglie non mi sembra affatto brutta come continuano a dirmi mia sorella e mia madre. Quella poi… Non l’ha mai potuta soffrire e io so perché. Perché mi portava via da lei e io sono rimasto sempre in bilico fra le due.

La mia consorte è l’appagamento delle mie necessità animalesche e se mi mancasse lei che ne sarebbe di me? Dovrei agire in autonomia? Oppure ricorrere a quelle che si fanno pagare ma sono più fredde di una spigola tolta dal freezer.

Mia mamma mi coccola ancora come fossi un bambino anche se ho passato la trentina e in questo è insostituibile. Mi chiama bello di mamma e anche in altre maniere tutte carine, cosa che mia moglie non fa mai.

Se invece di guardare coi miei occhi lo faccio con gli occhi di mia madre, vedo me meschino e tapino ghermito da una donna ossuta, senza neanche un po’ di petto, cosa che è assolutamente inaccettabile.

Ora mi decido a osservarmi con gli occhi di mia moglie e vedo un ometto grasso, basso e calvo.

Perché mi sono sorpreso un sacco quando l’ho scoperta a letto con un altro?

 

Alessandro Conte

 

(Vi do appuntamento a mercoledì prossimo, 21 marzo, con altri racconti brevi)

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5 Commenti
  1. Lina Cuomo 1 mese fa

    Applausi a te

  2. DolceMia 1 mese fa

    Ma che bravo

  3. ZaraTremila 1 mese fa

    Ammirata

  4. EnzaMolonaro 1 mese fa

    Grandi poesie. La foto è proprio da rileggere

  5. Autore
    AlessandroConte 1 mese fa

    Ciao a tutti e grazie.

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