Se mi vorrai anche quando.

Ci immagino uniti e fusi anche tra quarant’anni, come quei rami di alberi che si uniscono e poi crescono intrecciandosi. Come quei paletti in legno che il papà mette sempre accanto ad alberelli appena piantati, così, per farli crescere dritti: io sarò il paletto tuo e tu il paletto mio, sapremo orientarci a vicenda. Con i risparmi di quel salvadanaio che hai adesso in camera avremo comprato una casa in un paese del nord Europa anche se a te il freddo non piace. Sarà la tua rinuncia per amore, mentre io per amore avrò smesso di mangiare le patatine fritte che mi piacciono tanto e per cui sempre mi dici “Hanno troppi conservanti”. Penso adesso che vorrei conservarmi per sempre con te. Lavorerò in un qualche ospedale lontano; tornando a casa mi vorrai abbracciare ed io ti dirò di fermarti, perchè?, “Perchè puzzo”. Di sera faremo l’amore e poi scriverò libri che parlano di noi che facciamo l’amore. Poi a volte ci faremo la guerra ed io scriverò di noi che facciamo la pace. Ci immagino ancora innamorati e saldi, io con la mia paura di vederti cambiare e tu con la tua gelosia di vedermi svanire. Tu in cucina a preparare il risotto con quella tua strana pentola che cuoce in pochi minuti, io a dare da mangiare al cane. Ti arrabbierai per la mia indiscrezione, per la moka del caffè che chiuderò sempre troppo stretta, per il sale che mi dimenticherò di aggiungere all’acqua della pasta. Ma sarò più dolce io per compensare, ti dirò. Mi arrabbierò se farai tardi la sera ed anche se farai presto, mi allarmerò per ogni sguardo spento, per la tazza del water che non alzerai neanche a volerlo. Gireremo con una macchina sola perchè a far guidare me non ti fiderai ancora. Ci immagino negli impegni di una vita, a far crescere fiori finti per non vederli appassire, a pagare bollette della luce troppo costose e tu lì a dire “Da domani useremo solo candele”. Le stesse candele che ho comprato mesi fa da Tiger – cinquanta pezzi ad un euro – e che ad ogni uscita sempre porto con me. Saremo vecchi e stanchi, reduci da anni che avranno saputo formarci e levigarci. Con i tuoi occhi stanchi e la mia pelle bianca, magari anche rugosa e flaccida. Con questa mia malinconia che non se ne sarà ancora andata via. Con le mie paure e le incertezze, con questo bisogno di scrivere che sarà per me ancora come respirare. Se mi vorrai ancora quando il mio bisogno sarà non tanto di amare, quanto più di amare te.

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1 Commento
  1. Barby1980 2 settimane fa

    Bello

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