UNA COPPIA… QUALSIASI – 9

EZIO  &  ROMINA.  20 – Il nudo.

 

“Romina, per favore, non potresti metterti un accappatoio quando hai terminato di farti il bagno?”

“No, caro. Io mi vesto di gala o niente.”

Gli sculettamenti di Romina venivano evidenziati al massimo dal suo costume adamitico (o evitico?). Il suo Ezio si sentiva sempre più a disagio e cercava di non guardare proprio verso di lei.

Più si accorgeva di turbarlo e più Romina esagerava nel suo esibizionismo. Cercava di immaginare come facessero le odalische a sedurre il sultano.

“Dai, fai come me, togliti tutto. Voglio vedere in piena luce e bene come ti ha fatto mammetta tua.”

“Rominette” si buttò lui verso il francese pensando ai peccati parigini, ovviamente diversi da quelli nostrani, “lo sai come sono fatto. A letto non vengo mica in frac.”

“Col pigiamone anni cinquanta. Che differenza c’è?

No. Pensandoci su, io nudo bene bene non ti ho visto mai. È il momento di svelarti, uomo del mistero.”

“No, Romina, ti prego, mi vergogno.”

“Non mi scappi, bell’Ezio. Nudo ti voglio!

Dai non farti pregare. Ti ho detto anche ‘bello’. Te l’hanno mai fatto un complimento simile? Dai, non resistermi, uomo fatale, principe del destino. Cedi alle mie voglie per insane che siano!”

“Romina, ma hai bevuto cosa? Hai fumato canne? Ti droghi a mia insaputa?

Tu fai di no con la testa. Allora il copione lo hai imparato su qualche fotoromanzo piuttosto dozzinale, fattelo dire.”

“Io mi faccio dire solo sì o no. Ti spogli tutto tutto?”

“Tutto tutto? Parliamone.

Però mettiti almeno una vestaglietta. Non hai qualcosa di trasparente, giusto per non startene nuda del tutto? Io non so dove guardare, guarda.”

“Mi hai visto nuda abbastanza e non capiterà più, puoi starne certo. Ora mi vado a mettere di tutto e se ti lascerò guardare le caviglie sarà per pura distrazione, puoi starne certo.

Tu sei pregato di restare vestito, per piacere. Io piuttosto che guardarti bene al naturale preferirei starmene così in una caserma di soldati. Almeno là qualcuno mi troverebbe attraente, così ‘nature’.”

Prima di ricoprire le sue forme Romina raccolse un pacchetto di riviste e le gettò ai piedi del compagno:

“Pudìco e vergognoso, ecco i duoi diletti solitari: pubblicazioni che più porno non si può. Ecco perché il nudo vero ti sconvolge. Tu sei abituato a quello fotografico su carta.

E basta così. Per dire tutto quello che penso dovrei diventare più oscena di quello che si vede lì dentro e io, ti ricordo, sono una signora.”

E con una mossa da sciantosa si ritirò fra le quinte.

 

Fernanda Di Marte

 

(Ringrazio chi legge e gradisce. Appuntamento a martedì prossimo, 15 maggio, con un altro episodio)

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